lunedì 26 gennaio 2015

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Apocalissi culturali: tavola n. 7



da "La fine del mondo" di Ernesto De Martino"

Intersezioni:
Elsa Morante, Menzogna e sortilegio

“Inoltre, già da molti anni egli versava alla Bottega di Pompe funebri una piccola somma mensile, per avere, quando la sua ora fosse giunta, una cassa di zinco e di noce e il trasporto riserbato alla gente non povera. Questa usanza di provvedere da vivi alle spese della propria morte, è abbastanza diffusa fra i paesani di laggiù. Essi non temono troppo il giorno del trapasso, né hanno credenze certe e severe d’una vita futura. Sui muri di quelle chiese o cimiteri si vedono, è vero, talvolta, dipinte le tragiche fiamme del Purgatorio, con la scritta: Ora pro nobis; ma in realtà, nel pensiero dei vivi, ogni immaginazione sull’al di là si rinchiude nei terrestri confini della fossa. E quand’essi pregano per la pace dei morti, pensano al corpo che riposa in quei piccoli campi. A colui che per qualche motivo non fu sepolto, tale riposo è negato; ed egli vaga nella sua terribile insonnia, bramoso di giacere sotto terra.”

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